Bali è un’isola in cui prevalgono la cultura e la religione induista, a differenza di tutta l’area indonesiana che è musulmana. L’hindu balinese è però molto diverso da quello tipico dell’India, dal quale l’isola ha preso le distanze oltre 500 anni fa. A Bali si respira una spiritualità forte e la devozione non si limita ai tanti templi dislocati sul territorio. In molti luoghi pubblici come ristoranti, negozi, all’aeroporto ma anche nei pressi delle abitazioni sono visibili i segni di questa religiosità. 

Divinità e offerte

Le offerte, dette sesajen o canang sari, consistono in vassoi di foglie posizionati a terra contenenti doni per le divinità. Potrebbe capitare di calpestare queste offerte perché sistemate per strada: non è un problema, succede, ma non bisogna farlo volontariamente perché i balinesi ritengono che questo comportamento porterà sfortuna. I vassoi che vedrete piazzati qua e là vengono preparati ogni giorno con riso, biscotti, fiori, caffè, sale e addirittura sigarette. A completare il dono bastoncini d’incenso e acqua benedetta che viene messa prima dei pasti principali, almeno tre volte al giorno. 

La divinità più importante è senza dubbio Sanghyang Widi Wasa (Acintya) considerato il Dio del tutto in uno che è raffigurato con un trono vuoto protetto dal poleng, il tipico motivo a scacchi banchi e neri, e dal tedung, un ombrello cerimoniale. Ci sono anche altre divinità minori come Shiva e Vishnu che sono delle manifestazioni del più importante Sanghyang Widi Wasa.  I balinesi amano decorare giardini e templi con statue che rappresentano altre divinità come Rakasa, guardiano protettore o Dewi Sri, la dea della fertilità e del riso. 

Arte balinese

La cultura balinese si manifesta attraverso la pittura, la scultura e l’intaglio del legno, infatti i maestri scultori balinesi sono famosi in tutto il mondo per la loro vena artistica.

Anche la musica e le danze locali fanno parte delle arti di questo popolo: la musica tipica è il gamelan mentre i balli tradizionali più famosi sono il barong, il legong e il kecak. 

Culto dei morti

Anche il culto dei morti è molto sentito e i balinesi sono soliti cremare i loro cari. Il rito funebre è quasi una sorta di festa popolare caratterizzata da una processione per le vie della città con musica di gamelan e offerte di doni appoggiati accanto al defunto. Esistono altre manifestazioni e cerimonie dedicate ad altre divinità, basta pensare che in tutta Bali sono presenti oltre 20 mila templi, frequentati in particolare in occasione dell’anniversario della divinità al quale sono intitolati. 

Principali danze balinesi

Danze e musica sono tradizioni che fanno parte della cultura di Bali, oggi molto apprezzate anche dai tanti turisti che arrivano sull’isola. Come accade anche a Giava sono molte le attrazioni per il pubblico in particolare i teatrini wayang kulit e le orchestre gamelane. 

Intensi e coinvolgenti i balli tipici locali, spettacolo da non perdere di grande impatto visivo. Ecco le principali danze: 

Legong Keraton: è la danza più conosciuta e famosa di Bali che trae origine dalla Giava del XII secolo. Viene praticata da giovani donne ed è uno spettacolo davvero bello e piuttosto lungo. Il consiglio è quello di seguirne una originale e non la breve danza che si può vedere nei locali per turisti. 

Barong o “danza del leone”: viene messa in scena soprattutto per i visitatori dell’isola ed è una danza che narra l’antica lotta tra il bene e il male. I danzatori indossano bellissime e spaventose maschere da leoni

Kecak o “danza della scimmia”: è una danza piuttosto recente, risalente agli anni Trenta del Novecento. Fu inventata per un film ma oggi è un vero e proprio spettacolo messo in scena da oltre 200 ballerini che cantano “kecak kecak” in cerchi concentrici. Al centro un altro ballerino esegue un’altra danza spirituale. Per vederla ci si può recare al tempio Uluwatu nella penisola di Bukit, dove viene rappresentata tutti i giorni. 

Calonarang: esperienza magica e affascinante quella di assistere a questa danza, davvero spettacolare. Rappresenta il modo per combattere la magia nera e gli spiriti maligni che seguono la strega-regina Rangda. Ne esistono molte varianti ed è quasi impossibile vedere due rappresentazioni uguali della calonarang. 

Festivals balinesi

A Bali non viene utilizzato il calendario occidentale ma ne esistono due diversi. Il wuku o pawukon consiste in 210 giorni mentre il calendario lunare Saka è più simile al nostro. Sono proprio i calendari del posto a determinare le più importanti feste dell’isola di Bali. La più conosciuta è senza dubbio il Nyepi, il giorno del silenzio assoluto, in occasione dell’avvento del nuovo anno, che non si celebra mai un giorno fisso ma si svolge tra marzo e aprile.

Durante queste 24 ore tutto a Bali si ferma: aerei, mezzi pubblici, negozi, spiagge sono chiusi e non è possibile dedicarsi a nessuna attività. I balinesi si chiudono in casa per prendere in giro gli spiriti maligni, facendo finta che non ci sia nessuno sull’isola perché così essi distoglieranno l’attenzione da Bali e il nuovo anno sarà buono. Se vi trovate a Bali nei giorni vicini al Nyepi day vi capiterà di vedere per le strade gli ogoh ogoh, dei giganti colorati che sfilano per le strade creando uno spettacolo unico. Nel giorno del silenzio anche i turisti devono rispettare la devozione e il culto dei balinesi. Il consiglio è quello di rimanere presso le strutture alberghiere senza disturbare, evitando comportamenti non consoni alla sacralità del momento.   

Un’altra festa lunga dieci giorni è Galungan, che si svolge circa ogni 210 giorni. Questa cerimonia festeggia la morte del tiranno Mayadenawa. I balinesi salutano gli dei che vengono in visita alla terra con pali di bambù ricoperti di doni detti penjor disposti lungo le strade. L’ultimo giorno di questa celebrazione è chiamato Kuningan.


Commenti e opinioni degli utenti