Se state organizzando una vacanza a Bali o siete in procinto di partire per il vostro viaggio, oltre a prenotare voli e alloggio, è bene fare attenzione ad una piaga piuttosto diffusa, quella delle truffe. Proprio così: le truffe a Bali sono delle vere e proprie trappole per turisti, che per quanto vecchie, trite e ritrite, continuano a funzionare. Con buona pace dei viaggiatori. Se volete evitare di trasformare la vostra vacanza in un incubo e finire nella rete dei truffatori, è bene conoscere come questi loschi individui si muovono, spillando soldi ai turisti inconsapevoli.

Tassisti furbetti

Quando vi troverete a Bali vi servirà senza dubbio un passaggio per raggiungere i luoghi più interessanti e caratteristici dell’isola. Purtroppo il servizio di trasporto pubblico non è sviluppato né concepito come in occidente, motivo per cui sarà necessario affidarsi ai taxi locali e ai passaggi in auto “ride share”, sulla scorta del servizio di Uber, per spostarsi tra le più belle località di Bali. Uber non esiste a Bali, e servizi similari, su tutti Grab, sono assolutamente vietati in tutta l’isola a parte alcune zone ancora “free”. Ciò non ferma certo gli autisti truffaldini, che oltre a fornire comunque questo tipo di servizio, sono sempre pronti a fare la cresta sulle tariffe pre-concordate. Le transazioni per il trasporto, infatti, non sono gestite direttamente da app come accade con Uber, e dovrete pagare il vostro rider in contanti prima del passaggio. È proprio qui che scatta la truffa: la maggior parte degli autisti, infatti, ha l’abitudine di chiedere denaro in eccesso per il servizio offerto, alle volte raddoppiando o addirittura triplicando l’onorario specificato nell’app. Purtroppo non ci sono delle tecniche per evitare la truffa: o si cerca di trovare un compromesso, o si aspetta un altro autista, nella speranza che sia più onesto del precedente.

Taxi “Blue Bird” falsi

Come abbiamo già avuto modo di specificare, viaggiare in taxi a Bali non è così semplice, il rischio è quello di incorrere in una truffa bella e compiuta. Nell’isola indonesiana, tuttavia, c’è una compagnia, la Blue Bird, che offre un servizio serio e professionale. Gli autisti si pongono con professionalità e spiegano nel dettaglio le condizioni di viaggio ai turisti. La nuova frontiera della truffa a Bali, al giorno d’oggi, è quella di imitare il servizio offerto da questa compagnia, con i trucchetti del caso. Molte società hanno replicato il colore delle auto e le divise dei tassisti per far cadere in inganno i passeggeri di turno. Ciò che cambia, però, sono le tariffe richieste, spesso spropositate per il tipo di servizio offerto. Per evitare di cadere nella truffa, fate attenzione al logo della compagnia, nel quale deve comparire un’immagine specifica, l’uccello blu simbolo della Blue Bird.

Cambio valuta truffaldini

Quando ci si reca a Bali è buona norma porta con sé alcune rupie indonesiane, la valuta corrente dell’isola. Specie per vacanze più lunghe, anche a fronte della possibilità di pagare con carta di credito, vi capiterà di dover cambiare il denaro ad uno dei tanti cambia valute presenti ad ogni angolo della strada. Fate molta attenzione a ricontrollare bene il denaro che vi viene dato in cambio dei vostri euro, perché spesso i commercianti rifilano ai turisti banconote danneggiate e non più valide, oltre a consegnare meno denaro del dovuto. Per evitare di cadere in quella che è, di fatto, una classica truffa per turisti distratti, il consiglio è quello di utilizzare sempre e comunque gli sportelli automatici, solitamente con un tasso di cambio più favorevole. Se invece preferite cambiare il vostro denaro “a mano”, recatevi in una banca locale. Lì, almeno, avrete la certezza di non cadere vittima dell’imbroglio.

Venditori abusivi

Non c’è un vero e proprio rimedio ai venditori abusivi che riempiono, di fatto, le spiagge del sud est di Bali e in generale dell’Indonesia. Si tratta di venditori arcigni, che non si allontanano fino a quando non si decide di acquistare qualcosa. Prendono il potenziale cliente per sfinimento, costringendolo, alla fine dei conti, a comprare un bracciale, sottoporsi ad un massaggio o farsi fare un tatuaggio. Fate molta attenzione, perché sono tutte pratiche pericolose, sanzionabili in Italia come in Indonesia. Non è semplice, ma il consiglio è quello di rifiutare fino allo sfinimento, senza cedere. Solo così si riesce a porre fine alla piaga dell’abusivismo a Bali.

Ingresso al museo e guide farlocche

Come del resto per molte attrazioni in giro per il mondo, anche a Bali sono molte le guide turistiche improvvisate che si spacciano per professionisti per guidarvi nei luoghi di interesse dell’isola. Non fatevi ingannare, perché le richieste di denaro sono molto elevate, e il servizio offerto abusivo e di dubbia qualità. Le guide abusive si piazzano all’esterno delle attrattive più interessanti e turistiche, come i templi vicino al Monte Batur e il Pura Besakih. Non ci sono tecniche speciali per evitare le truffe, ma solo il buon senso: quando vi avvicinate ai luoghi di interesse storico, culturale ed artistico assicuratevi sempre di rivolgervi agli sportelli ufficiali. Dove potrete avere tutte le informazioni del caso sui prezzi dei biglietti e sulle visite guidate.

Parcheggiatori non accreditati

Una delle piaghe di Bali è sicuramente quella dei parcheggiatori abusivi. Solitamente si posizionano con sedie addirittura chioschi arrabattati alla bene e meglio in zone di sosta gratuite in prossimità dei luoghi di interessi più battuti dai turisti. Non fatevi ingannare: la scarsa professionalità di questi parcheggiatori vi deve far subito saltare la pulce all’orecchio. Se vi trovate in questa circostanza truffaldina, l’unico consiglio è quello di cercare un altro parcheggio, a pagamento, ma accreditato. Il rischio, infatti, è che i parcheggiatori abusivi possano arrecare danno al vostro veicolo a noleggio, solitamente uno scooter.

Scooter a noleggio

La truffa degli scooter a noleggio è molto diffusa in tutto il sudest asiatico, ma a Bali si incontra un’incidenza molto maggiore. Solitamente i privati offrono i propri motorini personali a tariffe vantaggiose. Poi, utilizzando una chiave di riserva, rubano, di fatto, il proprio motorino. A quel punto i turisti, ignari della truffa, si ritrovano a dover ripagare per intero il mezzo di trasporto rubato. Altri truffatori, invece, si limiteranno a chiedere dei rimborsi per graffi o ammaccature già presenti prima del vostro noleggio. Affidatevi solo ad agenzie, quindi: le tariffe saranno sicuramente maggiori, ma i soldi che vi troverete a sborsare al termine del noleggio saranno infinitamente minori.

Poliziotti falsi

A Bali non manca proprio nulla in quanto a truffe, anche i poliziotti falsi. Non fatevi ingannare quando li vedete per strada, in posti di blocco in prossimità dei luoghi più frequentati dai turisti. Solitamente indossano occhiali e giubbotti di pelle, con l’adesivo “police” attaccato alla bene e meglio anche sulla moto. Chiedono il passaporto ai turisti e poi fissano una taglia per la restituzione dello stesso, sulla base del denaro contante che avete con voi. Cercate quindi sempre di dividere il vostro denaro o portarne poco con voi se doveste incappare in questo sfortunato posto di blocco. La polizia “ufficiale” la si riconosce facilmente, anche per le scritte di certo più professionali presente sui propri mezzi di trasporto.

Prezzi “pompati” per le camere

Quando andate in vacanza a Bali, nella maggior parte delle circostanze cercherete una stanza a prezzo di favore online. Fino a qui tutto bene. Se deciderete di prolungare il vostro soggiorno nell’isola, però, fate molta attenzione, perché gli albergatori chiederanno delle tariffe molto superiori a quelle pagate. Anche se nel sito della struttura o negli aggregatori di offerte online si trovano ancora prezzi di favore. Solitamente, i proprietari suggeriscono di trovare un’altra struttura provvisoria per prenotare nuovamente a prezzo vantaggioso per il giorno successivo via web. Si tratta di una mossa truffaldina: gli albergatori, infatti, contano sulla pigrizia dei turisti, che molto spesso, pur di non fare le valigie più d’una volta, decidono comunque di pagare tariffe molto salate e proseguire il proprio soggiorno nella struttura ricettiva di turno. A prezzi davvero “sparati” alle stelle.

Bevande alcoliche potenzialmente dannose

Una delle truffe più pericolose a Bali è quella di scambiare alcuni alcolici presenti nelle bevande alcoliche con l’arak. L’arak è un distillato dell’Indonesia, prodotto a basso costo. Spesso questa bevanda è contaminata con l’etanolo, dannoso per la salute. Si tratta di una truffa messa sotto silenzio, che porta grandi profitti economici ai commercianti, ma che nei casi più gravi ha portato anche alla morte dei turisti. Per evitare di bere una bevanda alcolica o un cocktail contaminati, quindi, evitate i drink prodotti in loco, scegliendo solo bevande importate, meglio se aperte sotto i vostri occhi. Attenzione!


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